Resistenza alla trazione
Indice
1. Definizione: che cos’è la resistenza alla trazione?
La resistenza alla trazione, detta anche resistenza alla rottura, è un parametro che caratterizza il comportamento meccanico dei materiali. Indica quale sia la tensione massima a cui può essere sottoposto un campione di materiale senza cedere. Di conseguenza, ciò significa che se la tensione di trazione massima di un materiale viene superata, esso si rompe o si lacera. Tuttavia, una deformazione permanente (plastica) può verificarsi ben prima che venga raggiunto il valore massimo. La resistenza alla trazione è un parametro importante per la progettazione delle strutture. Per ottenere risultati comparabili, il parametro caratteristico del materiale viene determinato mediante una prova di trazione standardizzata, ad esempio la norma ISO 6892 per i materiali metallici o la norma ISO 527 per le materie plastiche.
2. Unità di misura, formula e calcolo della resistenza alla trazione
La resistenza alla trazione viene determinata mediante una prova di trazione. È data dal rapporto tra la forza di trazione massima (Fmax) e la sezione trasversale di riferimento (Ao o So) della barra sottoposta a trazione.
- La formula è: Rm = Fz / Ao
Oltre alla sigla Rm, per indicare la tensione di trazione si utilizzano anche i seguenti simboli: Rz, σ.
Trattandosi di una sollecitazione, l’unità di misura della resistenza alla trazione è il MPa (megapascal) o il N/mm² (newton per millimetro quadrato).
Inoltre, la resistenza alla trazione può essere letta direttamente dal diagramma tensione-deformazione. Nella curva tensione-deformazione, essa corrisponde al punto più alto sull’asse y.
3. Metodo per la determinazione della resistenza alla trazione
La resistenza alla trazione dipende dal materiale. Per questo motivo non è possibile calcolarla direttamente, ma deve essere determinata mediante una prova di trazione standardizzata su un campione di materiale. Nella pratica si utilizzano le cosiddette barre proporzionali, le cui lunghezza e diametro sono conformi alle norme vigenti per la determinazione del limite di snervamento, dell’allungamento a rottura e della resistenza alla trazione.
Il provino viene fissato in una macchina di prova a trazione in posizione diritta, senza tensioni né flessioni. Il provino viene sottoposto a una forza di trazione uniaxiale controllata. Nel corso della prova di trazione, la forza aumenta lentamente e in modo proporzionale fino a quando la barra non si rompe. Durante lo svolgimento della prova, la forza F e la variazione di lunghezza del provino all’interno del tratto di misura vengono misurate in modo continuo. Inoltre, durante la prova di trazione vengono registrati altri importanti parametri caratteristici del materiale, quali il limite di snervamento, il restringimento o l’allungamento a rottura. I valori misurati vengono rappresentati sotto forma di cosiddetta curva di snervamento in un diagramma tensione-deformazione.
4. La resistenza alla trazione di diversi materiali
Nella ricerca di un determinato materiale, sia esso industriale, edile o da costruzione, oltre alle differenze esteriori, rivestono un’importanza fondamentale soprattutto i rispettivi parametri caratteristici del materiale. Ad esempio, una vite deve sopportare una determinata sollecitazione di trazione senza che la testa si stacchi dal gambo. A seconda dell’applicazione, può quindi essere sufficiente una vite più economica in acciaio legato oppure può essere necessaria una vite in titanio, più costosa.
4.1 Valori di resistenza alla trazione dei materiali tecnici più comuni
| Materiale | Resistenza alla trazione in N/mm² |
| Legno | da 100 a 180 |
| Calcestruzzo | da 4,5 a 5,2 |
| Alluminio | da 70 a 600 |
| Acciaio da costruzione | da 300 a 690 |
| Acciaio da cementazione | da 500 a 1.200 |
| Acciaio bonificato | da 500 a 1.300 |
| Titanio | da 400 a 1.200 |
La pietra e il calcestruzzo possono sopportare solo carichi di trazione ridotti, ma in compenso sono in grado di resistere a elevati carichi di compressione. L'acciaio, il cemento armato e il legno sono resistenti sia alla trazione che alla compressione.
4.2 Quali metalli presentano la resistenza alla trazione più elevata?
Tra i metalli strutturali, le leghe di acciaio e di titanio presentano i valori più elevati. Con un valore che raggiunge i 1200 N/mm², il titanio presenta la resistenza alla trazione più elevata.
5. Ulteriori informazioni sulla resistenza alla trazione
Resistenza alla trazione
Il parametro caratteristico del materiale denominato "resistenza alla trazione" indica a partire da quale tensione di trazione il componente si rompe. Il limite di snervamento definisce il termine del comportamento elastico di un materiale. Una volta raggiunto il limite di snervamento, il materiale passa allo stato plastico. Viene quindi deformato in modo permanente.
La forza di prova è il livello di carico per unità di tempo a cui viene sottoposto il provino nella macchina di trazione. In base alla norma, essa viene selezionata in funzione del gruppo di materiali a cui appartiene il materiale da sottoporre a prova.
I materiali con elevati valori di resistenza alla trazione trovano spesso applicazione quando è richiesta un’elevata resistenza e i pezzi o i semilavorati non devono essere sottoposti a sollecitazioni meccaniche, o solo in misura minima. Per i pezzi che, ad esempio, devono ancora essere piegati o sottoposti ad altre lavorazioni meccaniche, si utilizzano per lo più materiali non temprati con valori di resistenza alla trazione inferiori. La tempra viene effettuata solo dopo la lavorazione.
La classificazione di molti semilavorati, come le barre filettate o le viti, avviene in base alla cosiddetta classe di resistenza. A tal fine, le norme prevedono combinazioni di numeri che consentono di distinguere e confrontare i prodotti. Esempio: la vite appartiene alla classe di resistenza 8.8. Il numero prima del punto indica la resistenza alla trazione del materiale. Nel caso specifico, questa è pari a 800 N/mm². Il numero dopo il punto indica il limite di snervamento, spesso chiamato anche limite di allungamento. Nell’esempio, questo sarebbe pari a 640 N/mm².
La forza di trazione massima che un elemento strutturale è in grado di sopportare può essere calcolata utilizzando la sezione trasversale di tensione nota e la resistenza alla trazione del materiale utilizzato. A tal fine, si moltiplicano tra loro il valore della sezione di sollecitazione e il valore determinato per la resistenza alla trazione (carico di trazione massimo: Fmax = Rm · A = forza in N).
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